Una premessa: in questa sede, a parte brevi accenni, tralasceremo tutti gli aspetti legati alla tecnica del canto; tratteremo dunque esclusivamente le problematiche legate alla registrazione della voce.
Detto questo, va comunque sottolineato che il cantato, specie in certi generi musicali (pensiamo al pop per esempio), rappresenta il cuore del pezzo, l'aspetto forse più delicato dell'insieme, ciò che anche all'ascoltatore medio e disattento risulterà subito evidente e rimarrà più impresso: è dunque davvero importante che il cantante sia all'altezza, che la sua voce e il suo stile si adattino alla canzone e al genere (o, almeno, che a voi piaccia), che la traccia vocale sia ben registrata.
Nel caso il cantante siate voi stessi, mettevi seriamente sotto esame: se siete tecnicamente cantanti, il problema non sussiste; se invece volete cantare pur non avendo una formazione specifica alla base, cercate almeno di essere critici, cercate giudizi esterni e obbiettivi... rischiare di rovinare un pezzo interessante e magari ben arrangiato e registrato con un brutto cantato è un peccato. Lascereste cantare una bella canzone a una persona stonata?
Appunto. Cercate di essere ugualmente oggettivi con voi stessi.
Microfoni
I microfoni più adatti alla registrazione del cantato sono quelli a condensatore: i pregi principali consistono nella fedeltà della ripresa e nell'eccellente risposta alle frequenze medio alte e alte. Anche con un buon microfono dinamico, come il classico Shure SM58, potrete ottenere un'ottima registrazione della voce, ma perderete certamente qualcosa in termini di accuratezza e brillantezza.
Preamplificatori
In genere, sia che usiate un microfono dinamico che uno a condensatore (che necessita dell'alimentazione Phantom a +48 volt), potete entrare direttamente nell'ingresso microfonico della scheda sonora: molte interfacce audio di fascia media hanno preamplificatori integrati di buona o anche ottima qualità, spesso dotati di alimentazione Phantom.
Quanto ai collegamenti, i connettori XLR (quelli tipici dei microfoni) sono la soluzione migliore: questi cavi sono bilanciati e in generale di qualità migliore rispetto ai classici jack da 1/4 di pollice.
Se invece la vostra scheda non prevedesse un ingresso alimentato per i microfoni a condensatore, o voleste comunque utilizzare una unità esterna di maggior qualità, il mio consiglio è di orientarvi verso un preamplificatore valvolare: l'unità valvolare riesce a scaldare la voce, magari sporcandola leggermente, ma dando quel qualcosa in più nella fredda perfezione della registrazione digitale.
Il mercato dei preamplificatori microfonici è ampio, e alcuni modelli offrono anche un equalizzatore o un compressore integrati: in generale nella fascia di prezzo intorno ai 200 euro trovate soluzioni buone per un uso legato all'home recording.
Filtro antipop: limitare "p" e "b"
Le "p" e le "b" producono talvolta spostamenti d'aria eccessivi captati dal microfono: per limitare questo effetto indesiderato (che comunque è molto soggettivo, ossia è molto legato allo stile di canto), potete usare un apposito filtro, detto appunto filtro pop o antipop. Si tratta sostanzialmente di uno schermetto a maglia fine da applicare davanti al microfono, che attuttisce gli spostamenti d'aria eccessivi.
tipico filtro antipop
In commercio ve ne sono di tutti i prezzi, ma potete anche costruirvelo da soli con un po' di fil di ferro (o una gruccia in ferro da piegare) e una calza da donna da usare come superficie del filtro. Non sarà molto professionale, ma può funzionare abbastanza bene!
Cuffie
Ovviamente, per registrare il cantante ascolterà il mix e la propria voce in cuffia: premesso che le cuffie siano di buona qualità, è essenziale trovare un buon bilanciamento fra volume del mix e voce ripresa. Alcuni cantanti possono preferire avere un riverbero temporaneo sulla loro voce in cuffia mentre registrano (la registrazione in sè deve essere assolutamente flat, pulita e senza effetti, invece): l'importante, in definitiva, è che il cantante senta bene l'insieme.
Ambiente
Premesso che se registrate in casa, dovrete indubbiamente accettare qualche compromesso circa l'ambiente e la sua acustica, tenete presenti i seguenti suggerimenti:
- cercate di registrare in un ambiente silenzioso: i microfoni a condensatore sono estremamente sensibili, e capteranno molti rumori di fondo (potreste usare un noise reduction in fase di missaggio, se proprio c'è un rumore di fondo elevato, ma è altamente sconsigliabile in quanto inevitabilmente finisce per intaccare il suono). Cercate insomma di registrare quando non c'è troppa confusione in casa!
- l'ambiente dovrebbe essere abbastanza "secco", ossia senza eccessivo riverbero naturale (a meno non sia voluto). Per ovviare in parte alla cosa, potete appendere ai muri (in pratica tappezzare momentaneamente) più vicini al microfono alcuni asciugamani, così da creare una superficie assorbente di fortuna
Registrare la voce nella pratica
In generale, si posiziona la capsula del microfono leggermente più in alto rispetto alla bocca del cantante, che starà a una distanza di 10-40 cm dalla stessa, a seconda del suo stile di canto e delle sue preferenze; un cantante abituato a registrare, in genere, modificherà la sua distanza dal microfono durante l'esecuzione, adattandola alle varie parti.
posizione cantante-microfono: in questo caso c'è un classico microfono a condensatore rivolto verso il basso, protetto da un filtro antipop
Come sempre, cercate di ottenere un buon livello di registrazione senza sforare mai gli 0 dB, oltre i quali in ambito digitale avviene distorsione: in questo senso può essere utile un compressore in ingresso, anche se personalmente preferisco una registrazione completamente flat, pulita.
E' spesso consigliabile fare più takes di seguito (ossia le registrazioni di una certa parte) e poi scegliere la migliore, o assemblare la linea di cantato scegliendo le parti migliori dalle varie takes.
Alcuni cantanti preferiscono registrare piccoli spezzoni per volta (fino a singole parole), mentre altri si trovano meglio a eseguire parti più lunghe.
Funzioni quali il punch-in (che permette una sovraregistrazione selettiva all'interno della traccia) aiutano a correggere singoli errori senza dover rifare l'intera parte.
E, di nuovo, provate, sperimentate e riprovate finché non avrete ottenuto un risultato soddisfacente!
De-esser
Uno dei problemi più frequenti della linea vocale, è l'eccessiva presenza di sibilanti (tipicamente dati dalle "s", ma non solo): anche qua, è una cosa molto legata allo stile di canto, nonchè al gusto personale (ad alcuni possono piacere delle "s" molto nette).
Ad ogni modo, potete usare un de-esser in fase di missaggio per risolvere la cosa: il de-esser è fondamentalmente un compressore che agisce specificatamente su alcune frequenze, riuscendo così ad abbassare le sibilanti. Attenzione comunque a non abusarne fino all'assenza delle sibilanti stesse, problema opposto.
Equalizzazione della voce in fase di missaggio
Personalmente, tendo spesso a lasciare la voce più naturale possibile, agendo in maniera molto leggera sull'equalizzazione della stessa, o lasciandola semplicemente così com'è: ovviamente dipende molto dal cantato registrato, da quel che si vuole ottenere e più in generale da scelte artistiche.
Ricordatevi però, ad ogni modo, che con l'equalizzazione non si fanno miracoli: come per qualsiasi altro strumento, se la traccia vocale è mal registrata, difficilmente riuscirete a risolvere tutti i problemi intervenendo pesantemente sulle varie frequenze. Se vi trovate a cercare di migliorare il cantato aumentando di diversi dB alcune frequenze, è probabile che ci sia qualche problema più alla base...
L'equalizzazione dovrebbe piuttosto aiutare nel correggere piccoli aspetti e nel valorizzare le qualità della melodia vocale.
Premesso tutto ciò, considerate queste indicazioni come punto di partenza (ma solo in linea molto generale):
- 100-500 Hz: bassi, corposità e calore. Agire (con attenzione) su queste frequenze può aiutare a rendere la voce più piena
- da 500 Hz a 2 kHz: i medi
- fra i 2 kHz e i 5 kHz c'è il timbro, ovvero ci sono le frequenze distintive della voce in questione
- oltre i 5 kHz: alti, brillantezza (attenzione alle sibilanti)
Applicare effetti alla voce
Lavorare sulla traccia vocale in fase di missaggio è un lavoro complesso, che potrebbe occupare molte pagine di un libro solo per delinearne gli aspetti principali: qua daremo giusto qualche indicazione di base da sviluppare poi con la pratica.
In generale, io amo una voce abbastanza pulita e poco effettata, ma ovviamente è solo un gusto personale: state comunque attenti a non esagerare con l'effettistica, specie in presenza di una bel cantato.
Detto ciò, fra gli effetti tipici da usare sulla voce, vi sono certamente compressore e riverbero.
Per quanto concerne la compressione, impostate un attacco veloce e un rilascio più lento, iniziando con un rapporto moderato, tipo 2:1 (per poi arrivare eventualmente anche molto oltre)... ma ovviamente non esistono regole, questo è solo un suggerimento da cui partire, per poi stravolgere anche questi parametri.
Un effetto di riverbero è invece utile a dare più profondità alla voce, scaldarla e renderla più coesa con il resto: personalmente, in genere, preferisco un riverbero molto leggero, piuttosto che un effetto pesante che rischia di impastare il tutto, ma si tratta di scelte e giudizi artistici.
Cori e parti multiple
I cori sono un'aggiunta molto importante alla traccia vocale, e all'arrangiamento del pezzo più in generale: di solito, nel mix, i cori avranno un volume molto più basso della voce principale, e saranno adeguatamente pannati a sinistra o a destra.
Potete sperimentare tantissime soluzioni diverse per i cori, che aiutano molto ad "aprire" certe parti della canzone.
Potete anche registrare più volte una singola parte vocale, per poi pannarne le varie versioni a sx e a dx ottenendo un effetto chorus naturale talvolta molto piacevole.
In alternativa potete usare effetti di chorus: state attenti a non esagerare per non rischiare di ottenere qualcosa di molto artificiale.

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